Cos’è la Dislessia?

by | 8/07/2020

La dislessia è uno dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), insieme a disortografia, discalculia e disgrafia. Questi disturbi sono dovuti a una condizione neurobiologica, quindi a…
Cos'è la dislessia?

La dislessia è uno dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), insieme a disortografia, discalculia e disgrafia. Questi disturbi sono dovuti a una condizione neurobiologica, quindi a un “difetto” nelle modalità di funzionamento del nostro cervello.

Attenzione: non sono dei deficit del cervello o delle patologie! Non vanno “curati”, ma hanno bisogno di compensazione! Per questo motivo la legge 170/2010, che riconosce questi quattro come disturbi specifici dell’apprendimento, definisce anche quali sono gli strumenti compensativi che gli studenti possono usare in ambito scolastico.

Come riconosco la dislessia?

I primi campanelli d’allarme sono la particolare lentezza e difficoltà nella lettura ad alta voce rispetto ai coetanei. Nella lettura il ragazzo dislessico scambia spesso vocali o consonanti, può saltare delle lettere oppure ometterle, ridurre delle parole e saltare le righe mentre legge. Oltre alla lettura possono esserci anche difficoltà nella scrittura, spesso rispetto alle consonanti che vengono percepite per via visiva e per via fonologica come molto simili (ad esempio, la d-p o p-q). La lentezza è soprattutto dovuta al grosso impegno e sforzo fisico che impiega per leggere e scrivere bene ed è per questo motivo che si stanca facilmente e di conseguenza si distrae più spesso dei suoi compagni di classe.

Molto spesso la dislessia si presenta insieme a disturbi come la disortografia e la disgrafia, e si possono riscontrare anche difficoltà nel linguaggio orale, nel recupero di termini adatti al contesto e nel calcolo, soprattutto mentale.

Quali sono le conseguenze della dislessia?

Spesso alla dislessia vengono associate difficoltà di scrittura e di comprensione delle regole grammaticali e a volte la produzione del linguaggio orale risulta complessa. Si possono riscontrare problemi di memoria derivanti dalla fatica nel leggere; mentre un’altra conseguenza può essere la difficoltà nella gestione della navigazione e del tempo. Questi tipi di problematiche possono, nel medio-lungo termine, portare il ragazzo ad accumulare stress, frustrazione e una bassa autostima, portandolo a essere demotivato. Il fattore emotivo non va affatto sottovalutato, poiché il ragazzo dislessico potrebbe sentirsi a disagio nel leggere ad alta voce in classe o vergognarsi di mostrare quello che scrive agli altri, spesso con conseguenti difficoltà di socializzazione.

Quando posso fare la diagnosi?

La diagnosi di dislessia può essere fatta solo quando il bambino inizia ad apprendere a leggere e scrivere, la si può ottenere quindi solo dopo la seconda elementare per quello che riguarda le abilità di lettura e di scrittura (quindi anche per disortografia e disgrafia), mentre per le abilità matematiche bisogna aspettare la fine della terza elementare (discalculia). La diagnosi ha lo scopo, oltre che di rendere chiare le difficoltà del bambino, di non colpevolizzarlo per lo scarso impegno o la sua mancata attenzione, causa di sofferenza e spesso di tendenza di abbandono degli studi. Messa in atto la diagnosi possono essere messi in atto gli aiuti specifici e le varie tecniche di riabilitazione e di compenso.

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