Discalculia: il significato del termine attraverso il racconto di Francesco

by | 21/10/2020

Il nostro blog raccoglie storie dal mondo dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Oggi scoprirai la discalculia attraverso il racconto di Francesco.

“A un sacco di gente, magari anche a te, sarà capitato di prendere un brutto voto in matematica. Non so, forse avevi studiato poco il giorno prima. Forse non avevi fatto abbastanza esercizi. Insomma, sai cosa si prova in questi casi: un po’ di dispiacere, un po’ di rimorso per non essersi preparati abbastanza e un po’ di timore per quello che potrebbero dire i tuoi genitori. Quello che probabilmente non sai è cosa prova un bambino di 9 anni nel prendere un 1 – bello grande, rosso, cerchiato a dovere – in un compito che semplicemente… non è riuscito a svolgere. Non perché non abbia studiato, non perché non abbia fatto i suoi esercizi, non perché non abbia voglia di migliorare. Ma solo perché, realmente, non ci riesce.

Mi chiamo Francesco, ho 32 anni e sì, quel bambino ero io. Da piccolo mi hanno detto che il disturbo che avevo si chiamava discalculia, e Il suo significato non è semplice da spiegare.

Che io ricordi ho sempre sbagliato a fare i calcoli. I miei genitori mi portarono a fare dei test proprio per questo motivo. Confondevo i segni, non riuscivo a leggere i numeri. Dopo il quindici, per me, non veniva il sedici, ma il “diecissei”. Ho fatto la terza media due volte. Alle superiori la situazione peggiorò. Studiare per me era estremamente faticoso, molto più faticoso di quanto lo fosse per i miei compagni, quindi decisi di non farlo più e di continuare a prendere brutti voti. Le poche volte che ci provavo, finivo per chiudermi in una stanza a piangere, senza farmi vedere da nessuno. I brutti voti erano comunque più sopportabili delle lacrime. Così finii per essere bocciato anche in secondo superiore. Ormai, però, avevo raggiunto i sedici anni: potevo finalmente abbandonare la scuola. Ed è quello che scelsi di fare.

Mi misi a cercare lavoro. Anche se, senza diploma, come puoi ben immaginare, non fu affatto facile. Lo trovai tre anni più tardi, nella ditta tessile in cui tuttora lavoro. Mi piace quello che faccio, non posso lamentarmi. Ma non smetto mai di chiedermi cosa avrei fatto e chi sarei diventato se non avessi perso fiducia in me stesso e avessi continuato gli studi. Insomma se qualcuno mi avesse aiutato a superare la mia discalculia.

Anche perché ho saputo da poco che mia figlia, 7 anni, è dislessica.

E desidero con tutto me stesso che lei, così come tutti gli altri bambini che ogni giorno affrontano la dislessia e la discalculia, abbiano l’opportunità di credere in se stessi.

Un’opportunità che, attraverso Educo, ho deciso di donargli. E che ora puoi donargli anche tu.”

Discalculia evolutiva: come riconoscerla

La storia di Francesco sicuramente ti avrà colpito e ti sarà stata utile a comprendere cosa significhi per bambini e bambine, ragazzi e ragazze, fronteggiare quotidianamente disturbi come la discalculia. Spesso associata ad altre difficoltà relative alle dinamiche di apprendimento, come la dislessia e la disortografia (che rientrano nella più ampia sfera dei DSA), la discalculia evolutiva rappresenta un disturbo specifico nell’elaborazione e nell’esecuzione di calcoli e operazioni matematiche.

Ma non solo: per un bambino discalculico è difficile anche identificare i numeri, riconoscere le unità e il rapporto fra le cifre, numerare elementi in senso progressivo, scrivere numeri sotto dettatura, eseguire un conto alla rovescia. Inoltre, riguardando in generale le difficoltà nella

comprensione del concetto di numero, la discalculia può comportare difficoltà di organizzazione, coordinazione motoria e svolgimento di compiti in sequenza.

Un insieme di problematiche che influiscono pesantemente sul bambino discalculico, anche e soprattutto sotto l’aspetto emotivo e psicologico. Proprio come nel caso di tutti gli altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento (come già sottolineato, la compresenza di altri DSA come dislessia, disgrafia e disortografia, è molto frequente), la discalculia evolutiva può causare nei bambini un pericoloso calo della propria autostima e della fiducia in se stessi.

La missione di Educo è permettere loro di vivere la propria vita, il proprio percorso di crescita e il proprio rapporto con la scuola in modo sereno, limpido, giusto.

Con il tuo sostegno, oggi, possiamo farlo.

Aiuta le ragazze e i ragazzi come Francesco a superare la discalculia con Educo

Francesco è soltanto uno dei moltissimi ragazzi che devono affrontare ogni giorno le difficoltà causate dalla discalculia e dagli altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito del MIUR, il numero di alunni con DSA in Italia è costantemente cresciuto. Attualmente sono circa 276.000 i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento certificati. La Lombardia rientra tra le regioni con il tasso più elevato (4,7%).

E non è tutto: i dati mostrano anche che gli alunni con DSA sono più propensi all’abbandono degli studi. Nella maggior parte dei casi perché si trovano in ambienti dove la loro difficoltà non è compresa o dove comunque le persone non sanno come interagire con essa. Sentirsi sempre indietro rispetto agli altri spegne il loro entusiasmo e annulla la loro motivazione.

Ecco perché il tuo aiuto è decisivo.

Entrando a far parte dei donatori di Educo e sostenendo la nostra associazione, farai sì che le ragazze e i ragazzi come Francesco ricevano il giusto supporto, attraverso percorsi didattici strutturati e adeguati alle loro esigenze educative.

Li aiuterai ad affrontare e superare la discalculia e i DSA al fianco di tutor esperti e competenti. Li aiuterai a scoprire e sviluppare le loro vere potenzialità.

Li aiuterai a credere finalmente in se stessi.

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