Dislessia: cos’è e come si supera, attraverso le parole di chi l’affronta ogni giorno

by | 30/09/2020

Il nostro blog raccoglie storie dal mondo dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Oggi scoprirai la dislessia attraverso il racconto di Alessia.
Alessia che studia

“Ne sentite parlare spesso anche voi, vero? Dislessia.
Non è più come tanti anni fa, ormai il termine è conosciuto da tutti. Pochi, però, sanno davvero cosa significhi. Del resto, non è facile comprenderla per chi non deve affrontarla.

Avete presente quando alle elementari la maestra faceva leggere a ogni alunno, ad alta voce, un passaggio del proprio compito? Ecco, quando veniva il mio turno, mi bloccavo, mi rendevo conto di non farcela: non riuscivo a capire cosa avessi scritto. In altre parole, quella che per tutti rappresentava l’opportunità di dimostrare la propria bravura, il proprio valore, per me era iun momento di difficoltà. Arrivai a odiare la lettura. E soprattutto le risatine degli altri.

Mamma mi portò a fare un test, e quel giorno sentii per la prima volta pronunciare la parola dislessia. “Cosa significa?”, chiesi al dottore. Non capii bene la sua risposta.

Le maestre mi diedero degli strumenti. Avevo più tempo per finire i test, potevo scrivere al computer. In qualche modo, iniziai a sentirmi meglio. Quasi speciale. La mia materia preferita era scienze: amavo e amo ancora oggi le rocce e i minerali.

Alle medie, però, tornarono le difficoltà. E le risatine. E a queste si aggiunsero i commenti delle mie compagne, che mi presero di mira per via del modo in cui venivo aiutata. Mi chiamavano: “la favorita”. Senza capire che non avrei mai voluto esserlo.

A 13 anni avevo deciso di mollare la scuola. Mai più, mai più avrei voluto avere a che fare con situazioni del genere. Mai più difficoltà. Mai più risatine.

Fu allora che conobbi Veronica, la ragazza che divenne (e che è tuttora) la mia tutor.

Veronica mi insegnò ad affrontare la dislessia a testa alta, con coraggio e determinazione.

Mi fece capire che tanti altri ragazzi e tante altre ragazze, come me, si trovavano a fronteggiarla ogni giorno. Mi mostrò le mie doti, il mio lato migliore, e soprattutto come tirare fuori tutto questo. Come mostrare finalmente il mio valore.

Mi chiamo Alessia. Oggi ho 18 anni. Sto bene. Sono felice. Voglio diventare una geologa.
E non vi ho raccontato questa storia solo per farvi comprendere cosa sia la dislessia.

Ma piuttosto per farvi capire che può essere superata.
Che ogni ragazza e ogni ragazzo può farcela.

Con il vostro aiuto.”

Dislessia: i sintomi e le conseguenze

Ora avrai di certo le idee più chiare su cosa significhi per i giovani affrontare la dislessia quotidianamente e su quanto sia importante per loro avere al proprio fianco qualcuno in grado di supportarli durante il percorso necessario.

Insieme a disortografia, discalculia e disgrafia, la dislessia fa parte di quelli che di certo avrai sentito definire come DSA, ovvero Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Alla dislessia si associano infatti difficoltà di lettura, scrittura e comprensione delle regole grammaticali, di calcolo (soprattutto mentale), di memorizzazione e gestione del tempo.

Problematiche che nel corso degli anni portano la persona ad accumulare stress, frustrazione e una bassa autostima. Il fattore emotivo è fondamentale: a causa del disagio scaturito da questa condizione, come puoi immaginare, spesso i ragazzi dislessici non hanno l’opportunità di socializzare serenamente con i propri compagni.

Un’opportunità che tu, attraverso Educo, ora puoi donargli.

Aiuta i ragazzi e le ragazze come Alessia a superare la dislessia con Educo

Proprio come Alessia, tanti altri ragazzi e ragazze si trovano ogni giorno a fronteggiare le difficoltà causate dalla dislessia. Secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito del MIUR, il numero di alunni con DSA in Italia è costantemente cresciuto. Attualmente sono circa 276.000 i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento certificati. La Lombardia rientra tra le regioni con il tasso più elevato (4,7%).


E non è tutto: i dati mostrano anche che gli alunni con DSA sono più propensi all’abbandono degli studi. Nella maggior parte dei casi perché si trovano in ambienti dove la loro difficoltà non è compresa o dove comunque le persone non sanno come interagire con essa. Sentirsi sempre indietro rispetto agli altri spegne il loro entusiasmo e annulla la loro motivazione.

Ecco perché il tuo aiuto è decisivo.

Entrando a far parte dei nostri donatori di Educo e sostenendo la nostra associazione, farai sì che i ragazzi e le ragazze come Alessia ricevano il giusto supporto, attraverso percorsi didattici strutturati e adeguati alle loro esigenze educative.

Li aiuterai ad affrontare e superare la dislessia al fianco di tutor esperti e competenti.

Li aiuterai a scoprire e sviluppare le loro vere potenzialità.

Li aiuterai a credere finalmente in se stessi.

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