Nei panni di Andrea

by | 7/10/2020

La nostra rubrica "Nei panni di..." raccoglie storie dal mondo dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Oggi ti metterai nei panni di Andrea!
La storia di Andrea

“Il 14 aprile 2015 ho scoperto di essere dislessico e disgrafico.

Non ho mai imparato davvero a scrivere bene, sicuramente non in corsivo. La mamma un po’ mi sgridava all’inizio, perché quando facevo i compiti con lei non riuscivo a stare nelle righe o nei quadretti e scrivevo tutto appiccicato. Le maestre non riuscivano a correggere i miei quaderni.

Quando è arrivata la diagnosi, a metà della seconda media, le cose sono migliorate. I miei voti si sono alzati, a scuola riuscivo a stare al passo con gli altri. Ho scelto la scuola superiore senza alcun dubbio: il liceo classico!

Ma lì i miei voti sono scesi di nuovo. Ho sacrificato ogni momento per fare schemi su schemi sul computer, anche con i software non è facile. Al secondo anno, mi sono sentito dire che avevo sbagliato a scegliere il classico e che ‘forse per uno come te sarebbe stato meglio un professionale’.

Ho davvero iniziato a pensare di aver preso la strada sbagliata, non mi sentivo più in grado di affrontare un liceo.

Avevo bisogno di aiuto con le versioni, quindi sono andato da un tutor. Il percorso che ho iniziato con Federico non mi ha solo aiutato con le versioni: ho riscoperto la mia passione per la letteratura classica.”

La storia di Andrea è quella di molti altri ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Continua a leggere e scopri cosa puoi fare per aiutarli!

I DSA e la dispersione scolastica

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati sul sito del MIUR, il numero di alunni con DSA in Italia è costantemente cresciuto ed è passato dallo 0,7% al 3,2% negli ultimi anni. La Lombardia rientra tra le regioni con il tasso più elevato (con il 4,7%).

I dati mostrano anche che gli alunni con DSA sono più propensi all’abbandono degli studi. A volte questo è dovuto al fatto che si trovano in un ambiente con persone che non conoscono la loro difficoltà o non sanno come interagire con essa. Un altro motivo è che non sapendo come utilizzare gli strumenti compensativi a scuola si ritrovano spesso indietro rispetto al gruppo classe e questo li porta a perdere la motivazione.

Cosa fare?

Tanti studenti come Andrea arrivano al punto di sentirsi persi. Perdono la loro passione, la loro voglia di andare avanti negli studi e di imparare cose nuove. Non si sentono adeguati o in grado di fare quello che vogliono davvero.

Tu puoi fare la differenza. Puoi supportarli attraverso percorsi didattici strutturati e adeguati alle loro esigenze educative. Questo gli darà la possibilità di riacquistare la fiducia in sé stessi e di sviluppare le loro potenzialità in un ambiente stimolante e attraverso il confronto con altri giovani.

Grazie a te, molti di loro potranno dire “non sono solo”.

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