Nei panni di Cristina

by | 14/10/2020

La nostra rubrica "Nei panni di..." raccoglie storie dal mondo dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Oggi ti metterai nei panni di Cristina, mamma di Luca!
La storia di Cristina

“Quando Luca andava alle scuole elementari controllavo i suoi compiti e vedevo che confondeva le lettere. In uno dei primi temini che ha fatto ha scritto “cuesta sera mangio al piza”.

Con il passare del tempo i segni rossi sul quaderno aumentavano. La difficoltà di Luca era evidente, così la maestra di italiano e storia ci ha consigliato di farlo valutare per eventuali disturbi dell’apprendimento. Abbiamo saputo che aveva una disortografia evolutiva e una lieve dislessia.

Con gli strumenti a scuola e la possibilità di scrivere a computer lui faceva molta meno fatica. Anche io e mio marito, che di computer sapevamo ben poco, abbiamo imparato a scrivere sulla tastiera usando tutte le dita in modo da potergli dare un po’ di aiuto in più.

Questi strumenti, però, anche alle medie, non l’hanno aiutato ad acquistare più sicurezza. Quando arrivavano le verifiche scritte, soprattutto d’inglese, aveva sempre una grande ansia e spesso gli veniva mal di testa.

Alle superiori tutto si è complicato perché, diventato adolescente, non voleva più confidarsi con noi ed era difficile capire cosa gli passasse per la testa. Io e mio marito iniziavamo a fare fatica ad aiutarlo nello studio.

Un giorno la scuola ci ha chiamato perché Luca non si presentava da qualche giorno, quando gli abbiamo chiesto il motivo ci ha detto che non voleva più andarci. Non sapevamo più cosa fare, quell’anno Luca è stato bocciato.

A settembre dell’anno successivo, abbiamo insistito perché si desse una seconda possibilità cambiando scuola, forse in un nuovo indirizzo avrebbe trovato più stimoli. Attraverso la nuova scuola abbiamo conosciuto Marco, un ragazzo che con impegno ed empatia ha aiutato Luca nel recuperare le materie e riacquistare la fiducia in sé stesso.

Ora Luca è in pari con gli esami del secondo anno di ingegneria civile.”

La storia di Cristina è la storia di tante mamme di ragazzi che hanno Disturbi dell’Apprendimento. Continua a leggere e scopri cosa puoi fare per aiutarli!

I DSA e la dispersione scolastica

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati sul sito del MIUR, il numero di alunni con DSA in Italia è costantemente cresciuto ed è passato dallo 0,7% al 3,2% negli ultimi anni. La Lombardia rientra tra le regioni con il tasso più elevato (con il 4,7%).

I dati mostrano anche che gli alunni con DSA sono più propensi all’abbandono degli studi. A volte questo è dovuto al fatto che si trovano in un ambiente con persone che non conoscono la loro difficoltà o non sanno come interagire con essa. Un altro motivo è che non sapendo come utilizzare gli strumenti compensativi a scuola si ritrovano spesso indietro rispetto al gruppo classe e questo li porta a perdere la motivazione.

Cosa fare?

Molti studenti come Luca, soprattutto se adolescenti, si imbarazzano all’idea di chiedere aiuto a chi gli sta intorno. Non tutti riescono a trovare la forza per superare la voce del “non ce la farò mai”, perdendo la fiducia in sé stessi e, a volte, arrivando ad abbandonare gli studi.

Tu puoi fare la differenza. Puoi supportarli attraverso percorsi didattici strutturati e adeguati alle loro esigenze educative. Questo gli darà la possibilità di riacquistare la fiducia in sé stessi e di sviluppare le loro potenzialità in un ambiente stimolante e attraverso il confronto con altri giovani.

Grazie a te, molti di loro potranno dire come Luca “non sono solo”.

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